La nostra provincia
La storia
La città (comune di 211,73 km2 con 232.000 ab.), è situata a 3 m s.m., all'estremità nordorientale della Sicilia, sullo stretto omonimo, di fronte alla costa calabra. Dopo il terremoto del 1908, Messina si sviluppò attorno al porto, estendendosi lungo la costa meridionale con moderne costruzioni antisismiche.
Il porto svolge una notevole attività commerciale e di traffico passeggeri. Industrie alimentari, meccaniche, cantieristiche, del vetro e della ceramica.
Fondata verso l'VIII sec. a. C., fu occupata nel V sec. dagli Ioni e successivamente dai Dori, che la chiamarono Messana. Nel 397 fu distrutta dai Cartaginesi e divenne poi romana. Occupata nel Medioevo da Goti e musulmani; nel 1061 cadde in mano dei Normanni.
Nel 1282 partecipò alla guerra del Vespro e nel secolo successivo divenne la capitale degli Aragonesi. La città fu distrutta il 28 dicembre del 1908 da un terremoto (che provocò ca. 60.000 vittime e la distruzione del 91% degli edifici di Messina e Reggio di Calabria).
La provincia di Messina (3248 km2, 647.000 ab., 199 ab./km2, 108 comuni) è attraversata da est a ovest dai monti Peloritani e Nebrodi. La popolazione, scarsa all'interno, è stanziata lungo la fascia costiera (Milazzo, Barcellona, Pozzo di Gotto, Patti, Sant'Agata, Santo Stefano di Camastra, Taormina, Santa Teresa di Riva, Roccalumera). L'economia è basata sull'agricoltura (agrumi, viti, olivi, ortaggi), sulla pesca e sul turismo.
Dal 01/11/2001:
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