Approfondimenti
Le Sanzioni
La conversione in legge del decreto legge 13 agosto 2011 ha affidato agli Ordini il compito di adottare sanzioni per i professionisti che non ottemperino all'obbligo di seguire percorsi di formazione continua.
L'aspetto sanzionatorio è sicuramente di fondamentale importanza per dare maggiore credibilità al sistema di formazione continua. Se infatti è vero che l'aggiornamento continuo dovrebbe essere sentito dal professionista sia come un bisogno professionale che come un dovere verso la collettività, non è altrettanto negabile che l'attuale assenza di sanzioni sul piano professionale in caso di non rispetto di quanto previsto dalla normativa ECM sia per molti motivo di un atteggiamento poco convinto verso la formazione obbligatoria.
Il Sistema ECM rappresenta, nel vasto mondo delle professioni, una esperienza originale e unica, riconosciuta dalla stessa legge 13 agosto 2011, laddove ne individua, nel dispositivo generale, una sorta di riserva.
La questione delle sanzioni, peraltro già oggetto di prime valutazioni in seno alla Commissione Nazionale ECM, presenta criticità rilevanti non in ragione di una preoccupazione corporativa ma, al contrario, di coerenza e ragionevolezza perché, prima ancora di riconoscere e sanzionare un dovere mancato, dovremmo essere certi di un diritto accessibile.
La riflessione non è opportunistica e nemmeno retorica ma concreta, stante le verifiche sui crediti ECM raccolti da medici ed odontoiatri, risultanti sulla base dei dati elaborati dal Co.Ge.A.P.S. (Consorzio tra professioni sanitarie che gestisce l'anagrafe nazionale dei crediti formativi), che vedono a fatica raggiungere il 50% dei crediti richiesti, anche in funzione della riduzione delle risorse a disposizione delle aziende sanitarie, in ossequio alla regola dei tagli lineari, che rendono sempre meno disponibili i tempi di formazione laddove sono oggettivamente in competizione con i tempi di produzione.
Resta naturalmente il valore di una regola di fondo a cui corrispondere.
L'impegno dell'Ordine è di farlo con equilibrio e giustizia ricordando che quest'ultima viene sempre rappresentata come una bilancia a due piatti. Sul primo va fatto gravare il peso di un'offerta formativa accessibile, esaustiva dei debiti e soprattutto dei bisogni formativi dei professionisti e delle organizzazioni, sull'altro equilibrare il peso delle sanzioni per chi, pur avendone accesso, non ha ottemperato ai propri obblighi.
Fuori da questo equilibrio l'intero sistema rischierebbe di connotarsi come l'ennesimo strumento di controllo calato dall'alto ed imposto a prescindere, perdendo così le capacità e la forza di produrre identità nel cambiamento.
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Che cos'è l'ECM
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