Privacy
Codice dei dati personali
All'inizio degli anni '70, i governanti di una nazione del Nord Europa dopo aver attribuito un codice di riconoscimento individuale a tutti i cittadini (il nostro codice fiscale), avviarono una serie di programmi sociali.
Fece notizia tra gli altri, un progetto per l'archiviazione su computer (a quel tempo, chiamato "calcolatore") dei dati sanitari e delle cartelle cliniche di tutti i cittadini, con la possibilità di accedervi tramite terminali collegati alla rete telefonica pubblica.
In caso di emergenza (incidente stradale a 100 km da casa), il medico del pronto soccorso, utilizzando il codice personale del malato, poteva leggere i dati sanitari dell'individuo e conoscere le notizie dei precedenti fisiologici e patologici personali ed ereditari del paziente, per poter intervenire in una condizione obiettiva di conoscenza clinica dell'individuo.
Successivamente, fece notizia il caso di un cittadino della stessa nazione che si vide rifiutare un posto di lavoro perché nella sua cartella clinica informatica era riportata la notizia che un prozio aveva mostrato sintomi di alterazione delle facoltà mentali.
E' evidente che, un'informazione utile dal punto di vista clinico, deve essere usata soltanto per lo scopo per il quale è stata raccolta; ogni altro utilizzo è improprio e, quindi, come tale, diventa un grave abuso ed un attentato alla riservatezza dell'individuo.
25 maggio 2018 - Entra in vigore la normativa europea
Dal 25 maggio 2018 è entrata pienamente in vigore la normativa europea sulla protezione dati personali, in sigla GDPR (General Data Protection Regulation). Riguarda tutti gli elementi che accompagnano i dati personali di ciascuno, coinvolgendo quindi aziende, pubblica amministrazione, e professionisti. I due concetti chiave del GDPR sono responsabilità e rendiconto, ovvero più autonomia al titolare del trattamento dei dati personali e capacità di dimostrare il percorso fatto per attuare il nuovo regolamento.
Il GDPR si basa, infatti, sul principio di "responsabilizzazione" di chiunque effettui operazioni di trattamento nell'ambito della propria attività (il cosiddetto "titolare del trattamento"). Significa, quindi, che ciascuno dovrà fare le valutazioni e le scelte adatte alla propria specifica realtà.
Il Regolamento abroga la Direttiva 95/46 che ha portato l'Italia all'adozione dell'attuale Codice Privacy (il Decreto Legislativo n.196/2003), norme che sono state adottate però in un contesto tecnologico completamente diverso, prima cioè che internet, social media, cloud e servizi in rete cambiassero definitivamente il modo di vivere e lavorare. Ora le nuove norme mirano proprio ad adeguare il livello di protezione dei dati all'evoluzione degli strumenti che si utilizzano quotidianamente e con cui si registrano, trasmettono e archiviano i dati di utenti e dipendenti.
19 settembre 2018 - L'Italia si adegua al Regolamento UE
L'Italia, con l'emanazione del Decreto Legislativo 10 agosto 2018, n.101, si è adeguata alle norme italiane al GDPR, che comunque aveva già avuto applicazione a prescindere dall'adozione del predetto decreto. Il decreto legislativo 101/2018, che adegua l'ordinamento italiano al GDPR, ha regolato ampiamente tutti gli ambiti in cui il legislatore nazionale avrebbe potuto intervenire sulla base del Regolamento UE.
Infine anche l'Ordine di Messina, per quanto riguarda il proprio funzionamento, si è adeguato al GDPR ed ha nominato un Responsabile della protezione dei dati.
La sezione è in fase di aggiornamento e sarà completata con i dati e le informazioni elaborati e resi disponibili dalle strutture competenti che terranno conto anche delle eventuali indicazioni fornite dal Garante per la protezione dei dati personali.
Legislazione e documentazione
La normativa di riferimento
  •  Regolamento dell'Unione Europea 27 aprile 2016, n.679/2016 [GDPR - General Data Protection Regulation]
    Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio del 27 aprile 2016 relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati e che abroga la direttiva 95/46/CE (regolamento generale sulla protezione dei dati).
  •  Decreto Legislativo 10 agosto 2018, n.101
    Disposizioni per l’adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016,relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonchè alla libera circolazione di tali dati e che abroga la direttiva 95/46/CE (regolamento generale sulla protezione dei dati).
    Documenti ed atti prodotti dall'Ordine
  •  Breve riepilogo sul GDPR - Regolamento europeo sul trattamento dei dati personali UE 2016/679
  •  Le principali novità introdotte Decreto Legislativo 10 agosto 2018, n.101
  •  GDPR per lo studio medico e odontoiatrico: la guida per gli adempimenti
  •  GDPR - Gli elementi cardine della nuova disciplina
    Link di interesse
  •  Linee guida del Garante per la protezione dei dati personali
    Le linee guida del Garante mirano a fornire indicazioni di carattere generale in relazione al trattamento di dati personali in vari ambiti, al fine di garantire la corretta applicazione dei princìpi stabiliti dal Codice

  •  La modulistica
    Si raccomanda di leggere attentamente le istruzioni contenute in ciascun modello e di compilare le sezioni interessate in modo chiaro e leggibile
  • Ordine Provinciale dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri di Messina - Tel. 090691089 - Fax 090694555 - email info@omceo.me.it
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