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Convegno del 6 novembre 2010: intervista a Salvatore Rotondo, Consigliere Segretario dell’Ordine
Venerdì, 19 Novembre 2010

Il cittadino al centro del Servizio sanitario. Un Convegno, punto di partenza per la realizzazione di un’integrazione per la “Buona Sanità”
Intervista a Salvatore Rotondo, Consigliere Segretario dell’Ordine

Dott. Rotondo, un giudizio sul Convegno
Iniziative come il Convegno, che si è tenuto, sabato 6 novembre, a Messina, oltre a raccogliere l’eredità lasciata dal compianto Nunzio Romeo, rappresentano un importante spunto per confermare l’Ordine quale parte attiva e catalizzante del miglioramento della qualità della salute pubblica.
L’inusuale numerosa partecipazione di addetti ai lavori ha testimoniato la sentita necessità di realizzare un tavolo tecnico, unendo i principali attori del sistema. Non si è trattato, quindi, di un Convegno sulla sanità messinese fine a se stesso, ha rappresentato, piuttosto, un punto di partenza per la realizzazione di un’integrazione capace di generare circuiti virtuosi, finalizzati ad una maggiore interazione tra Politica e Sanità.
Quali sono, secondo lei, gli indirizzi su cui proseguire?
Due parole chiave sono emerse chiaramente: Comunicazione e Qualità. La prima indispensabile per far percepire agli utenti le necessità di razionalizzazione delle risorse. La seconda finalizzata alla realizzazione dell’eccellenza della normalità.
I buoni propositi, però, si scontrano spesso con la realtà dei fatti. Non è possibile produrre esclusivamente numeri a supporto delle attività. I cittadini non sono numeri e non tutto è quantificabile e rappresentabile da numeri. Il sistema in atto sta reggendo, se pur con gravi criticità, grazie all’impegno generoso di una parte degli operatori, che mettono in campo, pur di svolgere la propria professione, l’indiscussa italica “arte di arrangiarsi”.
Ma, se è vero che la Qualità si realizza facendo “le cose giuste nel modo giusto”, è consequenziale che la razionalizzazione delle risorse, se non appropriatamente eseguita, ci allontana da questo obiettivo.
Il Sistema Sanitario non può, ad esempio, non tenere conto della Sanità Privata (ignorandola nella gestione del Sovra-CUP), ma di contro non può e non deve declassare e mortificare alcune specialità nel Piano Sanitario Regionale per la provincia di Messina, in controtendenza con il progressivo incremento delle stesse nell’ambito privato.
L’evidenza, tuttavia, sembra quella che qualità e risparmio siano sinonimi di “Buona Sanità”
Infatti, anche se da più parti vengono proclamati tagli agli sprechi, rispettando le risorse in periferia, la percezione è, però, quella che tagli indiscriminati su sistemi, che già di base sono iniqui, abbiano determinato un peggioramento delle diseguaglianze, che allontanano certamente dalla “normalità dell’eccellenza”.
Una manovella girata nell’Empireo di Palermo produce effetti sugli ingranaggi periferici del sistema, che spesso fanno emergere drammatiche criticità. La perdita progressiva di professionalità, secondaria alla corsa ai pensionamenti e l’inconsistenza di alcuni settori del sistema, porta a problemi che fanno scadere la qualità erogata e quindi percepita a causa del risparmio a tutti i costi.
Due rapidi esempi di facile comprensione: acquisto di disinfettante contenente alcol per la medicazione di ferite, oppure di carta riciclata, che inceppa le stampanti e le fotocopiatrici e che produce un’impennata dei guasti, con il risultato di uno spreco consequenziale alla meritoria quanto buona intenzione di realizzare un’economia.
Desidero, infine, sottolineare, con un po’ di rammarico, che, a conclusione del Convegno, è rimasto purtroppo inascoltato l’appello lanciato dal palco dai medici specializzandi che, volenti o nolenti, rappresentano il futuro dal quale nessuno di noi potrà mai sfuggire.
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