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Meno posti ad odontoiatria. Inutile, non basta, addirittura controproducente, tutto il sistema è da riformare partendo dal rispetto delle regole: il commento del Presidente CAO Giuseppe Renzo
Venerdì, 21 Febbraio 2014

DIMINUISCE IL NUMERO DEI POSTI DISPONIBILI PER L'ACCESSO AL CORSO DI LAUREA IN ODONTOIATRIA
“Si passa dai 903 dello scorso anno ai 779 di quello in corso. Ma non basta”.
“L'obiettivo è tutelare i nostri giovani impedendo che si lucri sulla loro pelle predisponendoli ad una vita di laureati-disoccupati o, peggio, di sfruttati e sottoccupati”.

Dopo la riduzione del 20% da parte del MIUR dei posti a disposizione dei vari Atenei per l'accesso al corso di laurea in odontoiatria il Presidente CAO Giuseppe Renzo, da tempo in prima linea contro la pletora odontoiatrica, non può dirsi soddisfatto.
"L'obiettivo è tutelare i nostri giovani impedendo che si lucri sulla loro pelle predisponendoli ad una vita di laureati-disoccupati o, peggio, di sfruttati e sottoccupati. Battersi perché questo non avvenga è un dovere morale oltre che civile. Inoltre come CAO dobbiamo anche tutelare i pazienti garantendo che i dentisti che li cureranno siano preparati".
"Sembra che, finalmente, qualcosa si muova nelle incrostate meccaniche burocratiche ministeriali e ci si potrebbe anche credere a leggere le dichiarazioni rilasciate dal Ministro del MIUR sulla motivazione della riduzione dei posti a medicina e odontoiatria", continua il Presidente CAO nazionale Renzo, che ricorda come i posti indicati dal Ministero debbano ancora essere discussi nel Tavolo tecnico dove verranno portati da parte del Ministero della Salute e della FNOMCeO i dati sul fabbisogno di professionisti.
"La CAO Nazionale ha già motivato, ampiamente e in modo documentato, anche per il numero di iscritti agli albi provinciali (prossimo ai 60.000) che il fabbisogno di dentisti per il prossimo anno è pari a zero. Il sistema presenta delle storture evidenti che non sono solamente caratterizzare dalla libera circolazione degli studenti in Europa , ma, e ci ripetiamo per l'ennesima volta, si devono trovare risoluzioni urgenti attraverso adeguate normative comunitarie ".
Il riferimento è, anche, all'accordo tra l'università di Tor Vergata e quella del Buon Consiglio di Tirana che permette agli studenti iscritti in Albania di laurearsi con un diploma italiano.
"A parere di molti, oltre che il mio -continua Renzo- si devono sanare le storture e non certificare quelle che appaiono (non avendo fornito in merito risposte chiare e rassicuranti nell'interesse del sistema salute e dei cittadini) delle "furberie". Quel corso di laurea sta formando 130/150 studenti italiani (con quali strutture e personale docente?) in collaborazione con il nostro Ateneo, quindi il corso di laurea di Tor Vergata non può vedersi riconosciuti i 34 previsti per la sede romana. Anzi il numero di posti a disposizione dovrà avere discenti pari a zero per bilanciare una parte di quelli già iscritti. Se, invece, tutto rientra nella norma lo si dica, vorrà dire che qualcuno ha cambiato le regole senza dirlo".
E sulla possibilità per gli studenti italiani di laurearsi all'estero e ritornare in Italia a lavorare il presidente CAO la giudica una "pesante e presente variabile che contribuisce, assieme agli ingressi per ricorso ai TAR, a rendere inutile ogni programmazione nazionale e, certamente fuori controllo quella in atto attuata".
"I giovani e le loro famiglie continuano e continueranno a versare decine di migliaia di euro nelle tasche dei mercanti della formazione finalizzando tale investimento all'ottenimento di un certificato di laurea. I "certicaturifici" fanno affari d'oro ed aprono nuove sedi: in Svizzera ancorché in Albania ma le conseguenze sono molto negative a cominciare dal creare un numero pletorico di medici destinati ad una vita da disoccupati/sottoccupati/sfruttati , con l'aggravante che per ottenere questo status gli stessi e le loro famiglie hanno versato nelle tasche dei faccendieri da 50 a 100 mila euro oltre ai costi di mantenimento in paesi terzi".
Sui ricorsi al Tar il presidente Renzo si chiede come i vari Atenei, costretti ad iscrivere decine e forse centinaia di studenti oltre al numero previsto, riusciranno a formarli. "Un sistema, già posto in grave difficoltà per risapute e storiche inefficienze la cui soluzione non più rinviabile dovrà prevedere financo la chiusura di corsi di laurea palesemente inadeguati, che rischia di trascurare la sicurezza delle cure e la qualità dell'assistenza sanitaria data dai futuri medici e dentisti".
L'ultimo commento del presidente CAO è per il Ministro dell'Università.
"Viene da chiedersi se il Ministro Carrozza, che non risponde neanche alle interrogazioni parlamentari presentate da 15 Senatori e 14 Deputati , è assente oppure incapace di cogliere le storture la dove chi ha occhi per vedere riesce a vederci chiaro? E' un dovere morale, civile, che chi come noi non ha interesse a far perpetuare l'inganno urli la propria disapprovazione.
Noi abbiamo occhi per vedere e urliamo da tempo; altri, compresi gli addetti e i responsabili, no."
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